
Il fissaggio chimico su calcestruzzo

Quando utilizzare un ancoraggio chimico? Dopo aver visto alcuni aspetti legati agli ancoranti meccanici ad espansione (il link all’articolo in fondo a questa pagina), approfondiamo un’altra tipologia di fissaggio, più nello specifico le resine ad iniezione con barre filettate.
Flessibilità e alta resistenza sono due delle caratteristiche principali di questa famiglia di prodotti e la ragione per cui è comunemente utilizzata per fissaggi strutturali medio-pesanti. Analizziamone il perché partendo dal principio di funzionamento.
Il principio di funzionamento: non solo adesione, ma anche “forma”.
Osservando il metodo di installazione, è possibile comprendere al meglio il meccanismo resistente dell’ancorante chimico.
La posa dell’ancorante inizia dalla foratura del materiale base, generalmente effettuata mediante un perforatore a roto-percussione. La punta a 4 taglienti penetra il materiale ottenendo un foro di dimensioni controllate e dalla superficie scabra.
Per consentire l’adesione della resina al materiale, ancora prima dell’iniezione, è necessaria la pulizia del foro mediante soffiatura (manuale o ad aria compressa) e spazzolatura. La sequenza ed il numero di passaggi dipendono dal tipo di prodotto (queste informazioni sono solitamente disponibili nella Valutazione ETA, nella scheda tecnica e nel manuale di istruzioni).
Il meccanismo resistente per forma si ottiene invece grazie all’ingranamento dell’ancoraggio chimico sulla superficie ruvida del foro.
Una volta iniettata la resina, viene inserita la barra filettata rispettando i tempi di lavorazione del prodotto. Dopo l’indurimento dell’ancorante (variabile anche in questo caso in funzione del prodotto utilizzato) è possibile posizionare la piastra ed effetturare il serraggio (o procedere con il getto in caso di una ripresa di getto di calcestruzzo).
A differenza degli ancoranti meccanici ad espansione, la resistenza allo sfilamento è distribuita lungo tutta la profondità di infissione. Il bulbo delle tensioni è molto stretto in quanto sono molto ridotte le forze espansive generate dal serraggio.

La perdita di resistenza in assenza di pulizia del foro
In assenza di pulizia del foro, o nel caso in cui non venga svolta adeguatamente, possono venire meno entrambi i meccanismi che contribuiscono alla resistenza del fissaggio: la polvere infatti riduce la superficie di contatto tra resina e materiale base inficiando l’adesione e riducendo la profondità della scabratura del foro, comportando un minore ingranamento.

Per ovviare a questo problema, è possibile richiedere l’utilizzo di sistemi di pulizia automatica, che effettuano la rimozione della polvere direttamente durante la fase di perforazione, evitando quindi la successiva operazione di asporto dei detriti da parte dell’operatore. La procedura avviene utilizzando per la foratura una punta cava, collegata ad un aspiratore che convoglia il materiale rimosso in un serbatoio.

La foratura mediante carotaggio: limiti, selezione dell’ancorante e come migliorare la resistenza
Seppur meno frequente rispetto alla perforazione tradizionale, la foratura mediante carotaggio viene utilizzata per realizzare ancoraggi profondi e di grandi diametro, o laddove si voglia semplicemente ridurre le vibrazioni durante l’operazione.
In presenza di questa condizione di installazione è necessario tenere in conto di due aspetti:
- non tutti i sistemi di ancoraggio sono idonei per essere installati su foro carotato, ed in tutte le situazioni di carico. Un esempio di sistema idoneo per un ampio numero di applicazioni è la resina a base epossidica pure HIT-RE 500 V3
- anche i sistemi certificati su foro carotato possono presentare una riduzione della resistenza. Per migliorare la prestazione dell’ancorante è possibile prescrivere l’irruvidimento del foro.

Applicazioni
Gli ancoranti chimici possono essere utilizzati in applicazioni non-strutturali e strutturali (in questo caso è richiesta la Marcatura CE), e sono consigliati laddove sono necessarie profondità superiori a quelle raggiungibili con ancoranti meccanici, al fine di ottenere una maggiore resistenza (un esempio qui).
Vuoi sapere di più sugli ancoranti chimici? Puoi approfondire l’argomento grazie alle voci di capitolato pubblicate nella sezione manuali del nostro sito, iniziare a calcolare un’applicazione con i software PROFIS Anchor e PROFIS Rebar o semplicemente lasciando un commento.