Torna al contenuto principale
Carrello
Posted by Donato Grecoover 1 year ago

Metodi Eurocodice 2

ARMATURE,CALCESTRUZZO,EC2,EUROCODICE 2,RIPRESE DI GETTO

6.5K

L’utilizzo di ancoranti chimici per l’inghisaggio di ferri d’armatura è ampiamente diffuso quando interveniamo su costruzioni in cemento armato esistenti (modifiche strutturali, ampliamenti o rinforzi).

A prima vista non ci sono differenze tra l’ancoraggio chimico per il fissaggio di una carpenteria metallica, rispetto all’ancoraggio di un ferro d’armatura per un nuovo getto di calcestruzzo: in realtà, ci sono 3 aspetti importanti da considerare.


1- Quando realizziamo un nuovo getto, oltre a garantire il collegamento, perseguiamo la continuità strutturale

L’obiettivo è quello di ottenere un complesso strutturale monolitico, come se la nuova porzione fosse stata gettata in opera con la struttura esistente, al fine di poter calcolare l’intero organismo costruttivo seguendo metodi tradizionali (Eurocodice 2) e con lo scopo di aumentare la durabilità dell’opera (assicurando la continuità riduciamo infatti il rischio di fessurazione in corrispondenza dell’interfaccia tra il vecchio ed il nuovo getto).


Per fare ciò è necessario garantire che il trasferimento delle sollecitazioni avvenga attivando un meccanismo tirante-puntone (irruvidendo la superficie all’interfaccia) e prevedendo una profondità di ancoraggio adeguata.



Meccanismo tirante-puntone per una nuova ripresa di getto con ferri post-installati. È necessario irruvidire l’interfaccia del nuovo getto e garantire una profondità di ancoraggio adeguata

2- Per un ferro d’armatura, le distanze dai bordi ridotte e le profondità di inghisaggio superiori rendono l’applicazione più complessa

Quando parliamo di riprese di getto, la distanza dal bordo è dettata dal copriferro della struttura esistente, mentre per piastre di ancoraggio si utilizzano comunemente distanze maggiori (e per questo sono certificati per distanze solitamente superiori a 5 volte il diametro). Inoltre, sempre parlando di nuovi getti con ferri d’armatura inghisati, è spesso necessario prevedere elevate profondità: in alcune applicazioni infrastrutturali anche superiori al metro. Anche in questo caso gli ancoranti certificati secondo la teoria dell’ancoraggio (ovvero per il fissaggio di carpenterie) hanno limiti certificati più restrittivi (la massima profondità è solitamente pari pari a 20 volte il diametro)


3- Esiste una Marcatura CE ed un metodo di calcolo specifico per questo tipo di applicazione

In un precedente articolo abbiamo parlato della Marcatura CE per le applicazioni di ancoraggio di carpenterie metalliche in condizioni sismiche. Per quanto riguarda la realizzazione di nuovi elementi in c.a. esiste una linea guida per l’ottenimento della Valutazione ETA e della Marcatura CE specifica per questa applicazione: è il Technical Report TR023 rilasciato dall’Ente Europeo EOTA. Solamente gli ancoranti certificati secondo questa procedura possono essere calcolati secondo la teoria dell’Eurocodice 2.

Esistono tuttavia dei limiti applicativi: i carichi sismici non sono contemplati ed è possibile risolvere esclusivamente alcune configurazioni. Come spesso accade, è possibile riferirsi ad altri standard normativi e metodi di calcolo di comprovata validità per superare queste barriere, e verrà approfondito successivamente in questo blog.

Nel frattempo puoi scaricare il Binder con le Voci di Capitolato e lasciare un tuo commento se vuoi ricevere un consiglio sulla tua applicazione



Ancora nessun commento

Commenta per primo.