


La seconda intervista tratta dalla VI edizione della Seismic Academy è dedicata alla risposta sismica di edifici in muratura e alla qualità muraria. Questi sono i temi della presentazione del professor Antonio Borri, professore ordinario di Scienza delle Costruzioni all’Università di Perugia e presidente del Centro Studi Mastrodicasa per il consolidamento ed il restauro.
Il video completo dell’intervista.
Professore, ci può spiegare in cosa consiste il metodo sulla valutazione della Qualità Muraria che ha presentato durante la VI Edizione della Seismic Academy?
La qualità muraria incide in maniera fondamentale e rilevante sulla risposta sismica di una costruzione, in Italia sono presenti tantissime costruzioni con una qualità muraria scadente ed insufficiente per avere un comportamento corretto nei confronti delle azioni sismiche, per cui avvengono quei disastri che abbiamo visto e che purtroppo continueremo a vedere nel futuro. È quindi importante, in sede preventiva, riuscire a riconoscere quali sono i casi in cui quella costruzione ha una carenza ed una vulnerabilità di base importante, come una qualità muraria scadente.
Diversi anni fa, con l’ing. De Maria, abbiamo proposto un metodo che consente di stimare la qualità meccanica di una muratura semplicemente guardando la costruzione e la muratura, quindi senza fare prove di carattere fisico che possono essere invasive e distruttive (di seguito due delle schede per la valutazione della qualità muraria). Il metodo si applica semplicemente una muratura e valutando quando questa risponde ai requisiti dei così detti principi della regola dell’arte ed in base alla corrispondenza viene valutata in modo positivo o meno. Da questo parametro della qualità muraria, si possono dedurre delle stime dei valori meccanici delle resistenze e delle caratteristiche di deformabilità. È un metodo molto semplice che ormai viene applicato in maniera diffusa.

Ci può riassumere quali sono stati i maggiori errori fatti nella progettazione e nella costruzione di alcuni edifici esistenti in muratura che non hanno resistito agli ultimi eventi sismici?
La maggior parte degli edifici che sono crollati a seguito di eventi sismici che hanno interessato l’italia (non solo quelli più recenti, ma anche quelli passati) avevano delle debolezze e vulnerabilità isite sia nel progetto che nella loro realizzazione. Erano edifici nati “poveri”, sia per povertà dei materiali, sia per povertà del progetto e delle realizzazione che gli ha interessati.
Questi edifici non avevano alcuna probabilità di resistere ad eventi che sono stati di una intensità comunque rilevante. L’abbiamo visto nel centro italia nel 2016, in precedenza in Emilia nel 2012, in Abruzzo; sono tutte situazioni dove le carenze di questi manufatti sono emerse in maniera drammatica per chi occupava questi edifici. Ma, sono tutti edifici poveri, non si trattava di errori legati alla progettazione o di esecuzione come può capitare alcune volte in edifici moderni in cemento armato, quei edifici sono nati deboli pensando che quelle zone non fossero sismicamente pericolose e purtroppo quando è arrivato un sisma con un periodo dell’ordine di 300 anni, trova terreno fertile per questi disastri.
Ci può lasciare un suo parere sull’odierna cultura sismica presente in Italia?
Dopo le norme del 2008, la cultura sismica, dal punto di vista del comportamento delle costruzioni in muratura (mi riferisco a quelle che conosco meglio delle altre), si è parecchio innalzata grazie alla circolare del 2009 che ha tracciato un percorso molto puntuale, preciso e concreto, così come farà la circolare che sta sicuramente uscendo. Il problema più grosso in Italia, non è nel mondo professionale dei tecnici, ma è nel mondo degli amministratori e nel mondo comune. Le persone non tecniche, non hanno la percezione del rischio che stanno correndo (mi riferisco soprattutto alle persone che abitano in certe zone) perché l’evento sismico lascia tutti sbigottiti nel momento in cui avviene e tutti preoccupati a quello che può accadere a loro in quel momento, ma passate poche settimane o mesi, tutti si dimenticano di quest’aspetto fino a quando non succederà di nuovo ma in quel periodo viene fatto poco e nulla.
Il sisma bonus è una possibilità enorme dal punto di vista della prevenzione che da tante risorse per fate prevensione. Purtroppo per la mancanza di questa sensibilità, il timore è quello che non arrivi come sarebbe opportuno
Ringraziamo il professor Antonio Borri per l’intervista e per il suo contributo alla seismic academy. Guarda tutte le presentazioni che riguardano l’inquadramento normativo a questo link
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