
I quattro meccanismi di rottura di un ancorante sottoposto a trazione e come prevenirli

Hai bisogno di fissare una colonna, una trave o qualsiasi altro elemento in acciaio sul calcestruzzo senza utilizzare barre gettate in opera. Mantieni la calma: se si selezionano i sistemi adeguati e idonei per l’applicazione, le tecnologie di ancoraggio post-installate sono soluzioni alternative e affidabili per il tuo progetto, potrai eseguire una progettazione accurata e prescrivere indicazioni per un'installazione sicura.
Quando si parla di progettazione, la cattiva notizia è che ci sono ben otto modalità di rottura per l’ancoraggio. La buona notizia è che puoi contare su codici di calcolo e standard internazionali, referenze, software e ingegneri esperti (come gli ingegneri Hilti) per avere tutto il supporto necessario.
Per controllare la progettazione, è innanzitutto necessario avere una comprensione generale del comportamento dell'ancorante post-installato. In questo articolo, ci concentriamo sui quattro modi in cui un'ancorante può cedere sotto un carico di trazione. Nel prossimo articolo tratteremo delle resistenze a taglio. Inoltre, tieni presente che ci concentriamo sui fissaggi acciaio-calcestruzzo: le riprese di getto post-installate di elementi in calcestruzzo sono tutta un’altra storia e non fanno riferimento alla teoria dell’ancoraggio ma alla teoria del calcestruzzo armato.
1. Rottura acciaio
Se la resistenza dell'ancorante lato acciaio non è sufficiente per contrastare le azioni di trazione, l’acciaio va a rottura come accade per una connessione acciaio-acciaio. Se è necessario aumentare la resistenza, generalmente è sufficiente:
- Aumentare i punti di fissaggio
- Selezionare una classe di acciaio più alta o aumentare il diametro

2. Rottura conica del calcestruzzo
Questa modalità si riferisce all’espulsione del materiale base sottoposto a trazione e dipende principalmente dalla classe di calcestruzzo, dalle condizioni del calcestruzzo (fessurato o non fessurato) e dal volume del cono di calcestruzzo a disposizione. Solitamente questo cono dipende dalla profondità di inghisaggio e dalla presenza di bordi. Nel caso di più ancoranti vicini tra loro, deve essere considerata anche la sovrapposizione tra i coni in calcestruzzo.
Per ottenere una maggiore resistenza del cono di calcestruzzo, è sufficiente aumentare il volume del cono impegnato posizionando gli ancoraggi più lontano dai bordi, aumentando l’interasse (se troppo vicina) o approfondendo l'ancoraggio. Può anche essere usata una combinazione di questi fattori.

3. Rottura per sfilamento
Se acciaio e calcestruzzo sono sufficientemente forti da sostenere il carico, è il momento di verificare se l'ancorante è in grado di trasferirlo al materiale base. Lo sfilamento dipende principalmente dalla qualità dell'ancorante, dalla classe e stato di fessurazione del calcestruzzo. Per un fissaggio chimico, questa modalità di rottura potrebbe combinarsi a quella conica del calcestruzzo se la profondità di inghisaggio è ridotta: questo cedimento prende il nome di rottura conica combinata.

4. Rottura per splitting
Si tratta di una modalità di rottura che può avvenire in elementi sottili con poca armatura di rinforzo quando l’ancoraggio ha una profondità paragonabile allo spessore dell’elemento stesso.
Una classica strategia per evitare la fessurazione è ridurre la profondità di posa.


Quindi… Come comportarsi?
È più semplice di quello che puoi immaginare. Infatti basta utilizzare il software di calcolo per una completa, veloce ed affidabile progettazione del sistema di ancoraggio (PROFIS Anchor / PROFIS Engineering). Se in più ti capita di dimensionare anche i parapetti, puoi ricorrere al modulo specifico del PROFIS Engineering.
Arriverà tanto altro sulla progettazione degli ancoranti... Per adesso, se avessi dubbi, posta una domanda qua sotto e direttamente nella community