
Pubblicato il 1 dicembre 2016 da Luigi Fiorino

Il mercato dell’edilizia è in continua evoluzione e sempre più aperto verso nuovi sistemi, in grado di soddisfare tre primarie esigenze: alto grado di prefabbricazione, risparmio energetico e minima vulnerabilità sismica.
E’ il caso di edifici residenziali realizzati con sistemi CFS (Cold Formed Steel, ovvero profili formati a freddo) e pannelli di rivestimento: questa nuova tipologia costruttiva presenta caratteristiche peculiari quali leggerezza, isoolamento termoacustico, qualità, flessibilità, riciclabilità, che unitamente alla possibilità di realizzare interamente a secco la costruzione (ad esclusione delle fondazioni), rendono questo sistema costruttivo altamente competitivo rispetto alle tecniche edilizie più tradizionali.
Nelle costruzioni realizzate con profili a freddo e pannelli possono essere individuate le seguenti componenti strutturali: fondazione, pareti, solai. La fondazione è generalmente realizzata da una piastra di calcestruzzo armato gettato in opera. Le pareti e i solai sono costituiti da un’orditura di profili aventi solitamente sezione a C. Tali profili sono posti in opera con un interasse variabile da 30 a 60 cm e sono collegati alle estremità da guide di chiusura aventi sezione ad U. I profili sono ottenuti formando a freddo lamiere di acciaio zincate a caldo aventi spessore variabile da 0.8 a 3 mm.
Questa orditura metallica è completata dal rivestimento, realizzato solitamente da pannelli a base di legno e/0 gesso o, più raramente, da lamiere metalliche piane o grecate.

Schema strutturale di una parete realizzata con il sistema CFS
Nella progettazione delle pareti deve essere posta particolare attenzione nella selezione e nel dimensionamento degli ancoraggi, che devono essere in grado di garantire un’adeguata sovraresistenza e di limitare la deformabilità del sistema. In questa fase il principale problema è rappresentato dalla presenza di importanti azioni assiali di trazione nei montanti terminali, che devono essere trasferite alle strutture fondali evitando possibili deformazioni dei correnti di chiusura inferiori.
Nel caso in esame la soluzione ai problemi di ancoraggio è stata trovata utilizzando i seguenti ancoraggi:
- Per gli ancoraggi a trazione è stato utilizzato l’ancorante chimico HILTI HIT-RE 500 (ora sostituito con il sistema HIT-RE 500 V3, ndr) con barre HIS-N (8.8) M20. Per ogni montante terminale sono stati installati due punti di fissaggio posti ad interasse di 80 m.
- Per gli ancoraggi a taglio sono stati invece installati tasselli meccanici ad espansione HILTI HST M8 (ora sostituito con il sistema HST 3, ndr) posti ad un interasse di 100 mm.

Ancoraggi a trazione con il sistema di ancoraggio Hilti HIT-RE 500
Il comportamento sismico degli edifici residenziali realizzati con profili a freddo è stato oggetto di studio di uno specifico programma di ricerca condotto presso l’Università di Napoli Federico II. La ricerca ha avuto come principale obiettivo la definizione della prestazione sismica di tali strutture attraverso la valutazione della capacità e della richiesta sismica. In particolare, l’attività sperimentale è stata condotta su due prototipi in scala reale progettati in modo tale da garantire un comportamento elastico sotto le azioni sismiche di progetto.
Se vuoi conoscere di più sulle caratteristiche e la progettazione su questo sistema, scrivi un tuo commento all’articolo con la tua richiesta.