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COME ESTENDERE LA VITA UTILE DEI SISTEMI DI FISSAGGIO SU CALCESTRUZZO FINO A 120 ANNI

Ali Hachem
Tempo di lettura: < 10 minuti
Articolo

Stai cercando sistemi di fissaggio nel calcestruzzo che possano essere progettati e verificati per una vita utile di progetto estesa fino a 120 anni, in conformità alle norme e alle approvazioni europee? Questo articolo illustra il quadro normativo di riferimento e mostra come alcune soluzioni Hilti SPEC2SITE selezionate possano supportare tali progettazioni.

Barre d'armatura post-installata
Connessioni strutturali
Piastra di base

1. INTRODUZIONE ALLA DURABILITÀ E ALLA VITA UTILE DELLE STRUTTURE IN CALCESTRUZZO

I primi concetti di vita utile delle costruzioni e delle opere civili risalgono al momento in cui i costruttori iniziarono a osservare come alcuni materiali e approcci progettuali fossero in grado di garantire prestazioni e durabilità superiori rispetto ad altri. Per gran parte della storia, la stima della vita utile di strutture, impianti e singoli componenti si è basata prevalentemente su valutazioni empiriche e qualitative [1].Con l'avvento e la progressiva diffusione del calcestruzzo armato nell'industria delle costruzioni alla fine del XIX secolo, la durabilità delle strutture in calcestruzzo armato, e in particolare la corrosione delle armature d'acciaio, è divenuta una tematica di primaria importanza. Questa crescente attenzione ha portato allo sviluppo di studi e indagini sistematiche finalizzati a comprendere i meccanismi di degrado e a individuare strategie efficaci per preservare le prestazioni e la durabilità delle strutture durante il loro periodo di esercizio previsto.

La “durabilità” del calcestruzzo strutturale è la sua capacità di resistere alle condizioni ambientali previste in fase di progetto per un determinato periodo di tempo, senza subire una perdita eccessiva di funzionalità e senza richiedere interventi di riparazione significativi. Ad esempio, una struttura in calcestruzzo che garantisce prestazioni soddisfacenti in un ambiente asciutto può deteriorarsi molto più rapidamente in un ambiente costiero soggetto all’azione dei cloruri.

La “vita utile di progetto” è il periodo di tempo definito successivamente alla messa in opera del calcestruzzo o all’installazione di un componente sul calcestruzzo, durante il quale la struttura o il componente è destinato a mantenere le prestazioni richieste nelle condizioni di esposizione previste e a fronte di una manutenzione ordinaria.

La progettazione di una struttura in calcestruzzo per una specifica vita utile di progetto richiede una valutazione integrata di diversi aspetti, tra cui:

  • la progettazione architettonica e strutturale dell'opera;

  • la scelta, la specificazione e la progettazione dei materiali costituenti;

  • la definizione di un adeguato piano di ispezione e manutenzione durante l'intero ciclo di vita della struttura;

  • l'implementazione di procedure di

    assicurazione della qualità (Quality Assurance, QA) e controllo della qualità (Quality Control, QC) nelle fasi di progettazione, produzione e realizzazione dell'opera [2].

Le moderne norme di progettazione agli stati limite, come la EN 1990:2023 [3], adottano generalmente una vita utile di progetto di riferimento pari a 50 anni per edifici e strutture ordinarie. Vite utili di progetto più lunghe (ad esempio 100 o 120 anni) sono normalmente associate a opere infrastrutturali strategiche, per le quali la demolizione e la ricostruzione risulterebbero estremamente complesse o onerose, come grandi ponti, gallerie o strutture di contenimento per impianti nucleari. In molti Paesi, i gestori delle infrastrutture e le autorità pubbliche richiedono sempre più frequentemente vite utili di progetto superiori ai tradizionali 50 anni. Di conseguenza, i progettisti strutturali sono chiamati a sviluppare opere in grado di garantire le prestazioni richieste per l'intera vita utile prevista, tenendo conto di numerosi fattori di incertezza, tra cui:

  • l'evoluzione delle condizioni ambientali di esposizione, dagli eventi climatici estremi di breve durata agli effetti dei cambiamenti climatici nel lungo periodo;

  • l'impiego di nuovi materiali da costruzione sviluppati per ridurre l'impatto ambientale e migliorare la sostenibilità delle opere;

  • i limiti delle conoscenze attuali e dei modelli disponibili per la previsione della vita utile;

  • la necessità di definire in modo chiaro e condiviso il concetto di "fine della vita utile" di una struttura;

  • la variabilità della qualità esecutiva e costruttiva nelle diverse fasi di realizzazione dell'opera;

  • l'impossibilità pratica di validare completamente, attraverso osservazioni sperimentali dirette, il comportamento di strutture progettate per una vita utile di 100 o 120 anni [4].

2. REQUISITI DI VITA UTILE DI PROGETTO PER LE STRUTTURE E PER LE DIVERSE TIPOLOGIE DI FISSAGGI NEL CONTESTO NORMATIVO EUROPEO

La durabilità non si traduce direttamente in una vita utile di progetto. Nell’ambito del quadro normativo degli Eurocodici, la EN 1990 fornisce indicazioni di carattere generale che il progettista può utilizzare per valutare il degrado atteso sulla base di calcoli, prove sperimentali, esperienze pregresse oppure di una combinazione di tali approcci.

Il collegamento tra durabilità e vita utile di progetto è definito nella Sezione 4 della EN 1990, che richiede, tra gli altri aspetti:

  • L’identificazione delle classi di esposizione;

  • La definizione delle caratteristiche del calcestruzzo e dei dettagli costruttivi in funzione della specifica vita utile di progetto prevista;

  • La verifica che la struttura mantenga i requisiti di funzionalità e sicurezza, con interventi di manutenzione ordinaria, per tutta la durata della vita utile di progetto prevista.

Inoltre, nella EN 1990 [3], la durabilità è strettamente correlata all’affidabilità delle prestazioni strutturali, la quale dipende dall’evoluzione nel tempo e dai fenomeni di degrado durante la vita utile considerata. L’affidabilità viene garantita attraverso l’applicazione congiunta dei principi fondamentali di durabilità, sicurezza e funzionalità, unitamente all’approccio progettuale agli stati limite basato sul metodo dei coefficienti parziali di sicurezza. L’affidabilità è espressa, tra gli altri indicatori, mediante l’“Indice di Affidabilità Obiettivo” (Target Reliability Index, β), il cui valore può aumentare per strutture caratterizzate da vite utili di progetto più lunghe, riflettendo sia le conseguenze sia la probabilità di un eventuale collasso. Ciò influisce sulle azioni di progetto attraverso la modifica dei coefficienti parziali di sicurezza applicati sia ai carichi sia alle resistenze.

Le considerazioni relative all’affidabilità sono integrate in tutte e quattro le parti della EN 1992. La vita utile di progetto viene affrontata principalmente attraverso i requisiti relativi allo Stato Limite di Esercizio (SLE), che spesso diventano determinanti quando la struttura è progettata per una vita utile di 100 anni o superiore. Infatti, i fenomeni di degrado legati alla durabilità tendono frequentemente a manifestarsi prima dei fenomeni di perdita di capacità resistente, che sono invece trattati mediante le verifiche allo Stato Limite Ultimo (SLU).

Un caso tipico di applicazione con vita utile estesa può essere rappresentato da una galleria stradale progettata per una durata di 100 o 120 anni. In tale contesto è possibile valutare se componenti critici, come i jet fan per la ventilazione e l’estrazione dei fumi, collegati al rivestimento in calcestruzzo della galleria mediante fissaggi post-installati, possano essere progettati in modo affidabile per lo stesso periodo di tempo. Ad esempio:

  • Il sistema di fissaggio di un jet fan al calcestruzzo della galleria deve garantire la propria capacità portante per l’intera durata di 120 anni, anche se il ventilatore stesso viene sostituito dopo 30 anni?

  • I fissaggi possono essere progettati in modo da sostenere le azioni previste per l’intera vita utile di progetto senza subire degradi prestazionali inattesi?

In tali applicazioni, la filosofia progettuale adottata consiste spesso nel sostituire il componente installato (ad esempio il ventilatore), mantenendo invece in opera il sistema di fissaggio. La riperforazione del calcestruzzo e l’installazione di nuovi fissaggi post-installati possono infatti richiedere tempi significativi e comportare il rischio di interferire con le armature presenti nel rivestimento della galleria. In questo contesto, il progettista può scegliere un fissagio che sia:

  • Adeguatamente qualificato per una vita utile *presunta fino a 120 anni, come indicato nella relativa ETA (European Technical Assessment);

  • Progettato utilizzando criteri e disposizioni di progettazione appropriati per la medesima vita utile.

*Nota: Nelle ETA, il termine “vita utile di progetto” (design working life) viene sostituito da “vita utile presunta” (assumed working life) al fine di distinguere tra la vita utile presunta del fissaggio o della connessione al calcestruzzo e la vita utile di progetto dell’elemento strutturale in calcestruzzo a cui esso è collegato. In determinate applicazioni, tali vite utili possono coincidere.

2.1 Sistemi di fissaggio post-installati nel calcestruzzo

Per i fissaggi post-installati di piastre di base in acciaio al calcestruzzo mediante ancoranti meccanici o chimici adeguatamente qualificati e progettati secondo le verifiche allo Stato Limite Ultimo (SLU) previste dalla EN 1992-4, la classe di affidabilità e la vita utile di progetto sono definite ai paragrafi 4.1 (2) e (3) come RC2 con β = 3.8 per un periodo di riferimento di 50 anni.

Il Technical Report EOTA TR 086, recentemente adottato, estende le disposizioni di progettazione della EN 1992-4 [5], consentendo il progetto di fissaggi per una vita utile di progetto fino a 120 anni, a condizione che:

  • Il fissaggio scelto sia stato valutato e qualificato per tale impiego (ad esempio tramite un’ETA che faccia riferimento a una vita utile di 100 o 120 anni);

  • La progettazione venga eseguita nel rigoroso rispetto della EN 1992-4 e del TR 086, ove applicabile, inclusi tutti i requisiti, le condizioni e le limitazioni riportati nella relativa ETA.

2.2 Connessioni con barre di armature post-installate mediante ancorante chimico

Analogamente, le connessioni con barre di armatura post-installate mediante resine adeguatamente qualificate possono essere progettate come equivalenti alle armature gettate in opera per una vita utile fino a 50 anni applicando le disposizioni della EN 1992-1-1.

L'EOTA Technical Report TR 086 estende le disposizioni di progettazione della EN 1992-1-1 per le armature post-installate, consentendo la progettazione per vite utili fino a 120 anni, a condizione che i sistemi utilizzati siano stati opportunamente valutati e impiegati nel rispetto delle condizioni definite nei corrispondenti EAD ed ETA.

3. VALUTAZIONE DEI FISSAGGI E DELLE CONNESSIONI POST-INSTALLATE NEL CALCESTRUZZO SECONDO GLI EAD PER VITE UTILI SUPERIORI A 50 ANNI

Come per la struttura stessa, le prestazioni dei singoli componenti, quali gli ancoranti post-installati chimici e meccanici, sono influenzate dall'interazione di diversi fattori. Per garantire prestazioni affidabili durante l'intera vita utile di progetto prevista della struttura, è necessario che tali componenti siano valutati all'interno di un quadro normativo standardizzato.

Per gli ancoranti post-installati chimici e meccanici, nonché per le resine utilizzate nelle connessioni con armature post-installate (PIR, Post-Installed Rebar), tale quadro di riferimento è fornito dagli European Assessment Documents (EAD). Per vite utili estese di ancoranti o connessioni con armature post-installate, le EAD distinguono tra:

  • Prove il cui risultato dipende principalmente dal tempo di esposizione o dal numero di cicli applicati;

  • Prove le cui prestazioni risultano sostanzialmente indipendenti dal tempo o dal numero di cicli.

I risultati sono riportati nelle relative ETA e costituiscono la base per la progettazione in conformità con l'EAD di riferimento e con le pertinenti disposizioni normative europee.

3.1 EAD 330232 per Ancoranti Meccanici

Per gli ancoranti meccanici valutati secondo l’EAD 330232 [6], le principali prove dipendenti dal tempo o dal numero di cicli sono le seguenti:

  • Cicli di apertura e chiusura delle fessure sotto carico: questa prova valuta il comportamento dell’ancorante in condizioni di carico di lunga durata su calcestruzzo fessurato. Le fessure vengono aperte fino a 0,3 mm e successivamente richiuse in modo ripetuto per 1.000 cicli nel caso di una vita utile di 50 anni, 2.000 cicli per una vita utile di 100 anni e 2.400 cicli per una vita utile di 120 anni.

  • Carichi ripetuti: questa prova valuta il comportamento dell’ancorante in presenza di carichi di esercizio ripetitivi e variabili durante la vita utile di progetto. Per una vita utile di 50 anni, l’ancorante viene sottoposto a 100.000 cicli di carico; per una vita utile di 100 anni a 200.000 cicli; e per una vita utile di 120 anni a 240.000 cicli.

  • Durabilità: nei confronti della corrosione, dei rivestimenti protettivi e del rischio di bloccaggio. Alcune tipologie di ancoranti, come gli ancoranti a espansione, si attivano grazie al movimento del cono di espansione rispetto alla camicia. In questi casi, il libero scorrimento del cono rispetto alla camicia è essenziale per evitare perdite di funzionalità del sistema. Sebbene questa verifica non sia associata a una specifica vita utile di progetto, la scelta del materiale più idoneo (ad esempio l’acciaio inossidabile) e dei relativi rivestimenti protettivi contribuisce a dimostrare l’idoneità del prodotto per applicazioni che richiedono vite utili estese (ad esempio fino a 120 anni) nell’ambito della qualifica prevista dall’ETA.

3.2 EAD 330499 per Ancoranti Chimici

Per gli ancoranti chimici impiegati nei fissaggi e nelle connessioni post-installate nel calcestruzzo, le prestazioni a lungo termine sono fortemente influenzate dal comportamento di deformazione viscosa (creep) della resina. Tale fenomeno si differenzia dai meccanismi che governano il comportamento delle armature tradizionali annegate nel calcestruzzo armato. Per valutare l'idoneità degli ancoranti chimici in relazione alla vita utile di progetto dichiarata, l'EAD 330499 [7] prevede una serie di prove dipendenti dal tempo e dal numero di cicli, tra cui:

  • Prove a carico permanente: valutano il comportamento viscoso dell'ancorante nel lungo periodo quando sottoposto a un carico costante, sia alla temperatura ambiente sia alla massima temperatura di esercizio di lungo termine dichiarata. Per una vita utile di progetto di 50 anni, le prove hanno una durata minima di tre mesi e sono finalizzate principalmente a verificare che lo spostamento dell'ancorante rimanga entro i limiti ammessi. Per le estensioni della vita utile a 100 e 120 anni, la durata delle prove viene incrementata rispettivamente a circa sei e sette mesi e mezzo.

  • Prove a carichi ripetuti: verificano le prestazioni dell'ancorante in presenza di azioni cicliche, secondo un approccio analogo a quello adottato per gli ancoranti meccanici.

  • Prove con cicli di apertura e chiusura delle fessure sotto carico: valutano il comportamento dell'ancorante in calcestruzzo fessurato soggetto a variazioni cicliche dell'ampiezza delle fessure, con particolare attenzione al controllo degli spostamenti e al mantenimento della capacità resistente.

  • Prove aggiuntive di durabilità: alcune malte chimiche possono presentare una riduzione delle prestazioni di aderenza in ambienti particolarmente aggressivi, caratterizzati ad esempio da elevata alcalinità o dalla presenza di composti contenenti zolfo. L'EAD richiede pertanto la verifica delle prestazioni in tali condizioni di esposizione. In combinazione con una formulazione adeguata del prodotto, tali prove consentono di supportare la dichiarazione di una vita utile fino a 120 anni per specifiche condizioni ambientali.

  • Prove di gelo-disgelo: pur essendo indirettamente correlate alla vita utile di progetto, queste prove verificano il comportamento dell'ancorante quando viene installato e indurisce in condizioni soggette a cicli di congelamento e disgelo, garantendone l'affidabilità anche in ambienti climatici particolarmente severi.

Nel loro insieme, queste prove consentono di valutare la capacità dell'ancorante di mantenere nel tempo le prestazioni previste, fornendo le basi sperimentali necessarie per la dichiarazione di vite utili di progetto estese fino a 100 o 120 anni.

3.3 EAD 330087 per connessioni con barre di armatura post-installate equivalenti alle armature gettate in opera (cast-in)

Analogamente agli ancoranti chimici, anche le resine impiegate per le connessioni con armature post-installate sono soggette a specifiche procedure di qualificazione per supportare la dichiarazione di vite utili di progetto estese. La principale prova dipendente dal tempo prevista per questi sistemi è la seguente:

  • Prova a carico permanente: valuta il comportamento a lungo termine del sistema in condizioni di carico costante, sia alla temperatura ambiente sia alla massima temperatura di esercizio di lungo periodo. La metodologia di prova è analoga a quella prevista per gli ancoranti chimici, ma i requisiti di carico risultano meno severi, in considerazione della maggiore ridondanza strutturale tipica dei sistemi con armature post-installate.

Tutte le altre prove di qualificazione seguono sostanzialmente l'approccio e le procedure definite nell'EAD 330499 [8], comprese le verifiche relative al comportamento sotto carichi ciclici, alle condizioni di fessurazione del calcestruzzo e agli aspetti di durabilità richiesti per la validazione delle prestazioni nel lungo periodo.

3.4 EAD 332402 per connessioni con barre di armatura post-installate con comportamento migliorato nei confronti di rottura per aderenza

Per le connessioni con barre di armatura post-installate caratterizzate da un migliorato comportamento nei confronti di rottura per aderenza (bond-splitting), molte delle prove dipendenti dal tempo e dal numero di cicli sono allineate ai concetti di prova previsti dagli EAD 330499 ed EAD 330232 per le vite utili di progetto estese. L’EAD 332402 [9] è specificamente dedicato ai nodi rigidi senza sovrapposizione di barre di armatura.

Al momento della stesura del presente documento, l’EAD 332402 non contempla ancora esplicitamente una vita utile di progetto di 120 anni. Nei casi in cui tale vita utile sia richiesta per queste applicazioni, la questione viene generalmente affrontata mediante:

  • Valutazioni indipendenti effettuate da enti terzi; e/o

  • Documentazione tecnica specifica per il progetto o per il sistema utilizzato (ad esempio Hilti Technical Notes).

4. SOLUZIONI HILTI SPEC2SITE PER FISSAGGI CHE RICHIEDONO UNA VITA UTILE ESTESA

Le soluzioni SPEC2SITE di Hilti aiutano i progettisti a sviluppare fissaggi per vite utili estese fino a 120 anni con maggiore affidabilità. Combinando hardware differenzianti, metodologie di progettazione consolidate, il software PROFIS Engineering, contenuti tecnici dell'Engineering Center e il supporto specialistico dei team di Field Engineering e Sales, è possibile sviluppare specifiche di progetto ottimizzate dal punto di vista tecnico ed economico, con prestazioni superiori e maggiore sostenibilità.

Dalla progettazione all’installazione, queste soluzioni integrate offrono maggiore tranquillità, contribuendo a garantire la conformità alle norme pertinenti e certificazioni europee. Inoltre, consentono di trasferire efficacemente le specifiche progettuali al cantiere attraverso soluzioni di installazione dedicate, a supporto della sicurezza strutturale nel lungo periodo.

La Tabella 1 fornisce una panoramica di alcune soluzioni di ancoraggio selezionate per fissaggi post-installati acciaio-calcestruzzo con vita utile di progetto estesa:

Soluzione di ancoraggio

HST4-R

HDA-P/-T (-R)

HIT-RE 500 V4

HIT-HY 200-A/-R V3

Qualifica

EAD 330232

EAD 330499

Scheda Tecnica

ETA-21/0878 (100y)

ETA-25/1042 (120y)

ETA-99/0009 (100y) ETA-25/1043 (120y)

ETA-20/0541 (100y)

ETA-25/0752 (120y)

ETA-19/0601 (100y)

ETA-25/0584 (120y)

Metodo di progettazione

EN 1992-4 + EOTA TR 086

Tabella 1: Soluzioni di ancoraggio per fissaggi post-installati acciaio-calcestruzzo con vita utile di progetto estesa di 100 e 120 anni.

E' necessario consultare le versioni aggiornate delle ETA per verificare la vita utile di progetto consentita, le condizioni di esposizione, i parametri di installazione e le limitazioni applicabili a ciascun prodotto.

La Tabella 2 riporta alcuni sistemi selezionati di armature post-installate con malte chimiche valutati come equivalenti alle armature gettate in opera per una vita utile di progetto estesa:

Soluzione Rebar

HIT-RE 500 V4

HIT-HY 200-A/-R V3

FP 700-R

Qualifica

EAD 330087

Scheda Tecnica

ETA-20/0540 (100y)

ETA-25/0448 (120y)

ETA-19/0600 (100y) ETA-25/0534 (120y)

ETA-21/0624 (100y)

Metodo di progettazione

EN 1992-1-1 + EOTA TR 086

Tabella 2: Soluzioni per connessioni con barre di armatura post-installate equivalenti alle armature gettate in opera, per una vita utile di progetto estesa di 100 e 120 anni.

Nella progettazione di armature post-installate equivalenti alle armature gettate in opera, la lunghezza di ancoraggio richiesta, calcolata sulla base della tensione di aderenza di progetto, dipende in misura significativa dal copriferro nominale (cnom) che comprende il copriferro minimo (cmin) determinato in funzione delle classi di esposizione secondo la EN 1992-1-1.

La Tabella 3 evidenzia alcuni sistemi di armature post-installate con comportamento migliorato nei confronti di rottura per aderenza (bond-splitting), destinati ad applicazioni con ancoraggio terminale rigido e vita utile di progetto estesa.

Soluzione Rebar

HIT-RE 500 V4

HIT-HY 200-A/-R V3

Qualifica

EAD 332402

Scheda Tecnica

ETA-20/0539 (100y)

Hilti Technical Note (120y)

ETA-19/0665 (100y) Hilti Technical Note (120y)

Metodo di progettazione

EOTA TR 069

Tabella 3: Soluzioni per connessioni con barre di armatura post-installate con comportamento migliorato nei confronti di rottura per aderenza per vite utili di progetto di 100 e 120 anni.

Per tutti i sistemi, la vita utile di progetto dichiarata nella relativa ETA o nella documentazione tecnica associata non costituisce una garanzia della durata effettiva in esercizio per una specifica applicazione. Essa rappresenta un parametro di progetto basato su prove standardizzate e sulle ipotesi definite nell’EAD e nell’ETA. Le prestazioni effettive dipendono dalla progettazione, dall’installazione, dalle condizioni ambientali di esposizione e dalla manutenzione.

5. FLESSIBILITÀ PROGETTUALE NELLE TUE MANI: SFRUTTA LA POTENZA DI PROFIS ENGINEERING

Il software di progettazione cloud PROFIS Engineering di Hilti introduce nuove funzionalità a supporto dei progettisti nella selezione e nella progettazione di fissaggi e connessioni post-installati nel calcestruzzo, in conformità alle norme europee di progettazione e alle corrispondenti ETA.

All'interno del modulo "Fissaggio Calcestruzzo" di PROFIS Engineering, gli utenti possono selezionare vite utili di progetto estese (ad esempio 100 o 120 anni) per i fissaggi post-installati nel calcestruzzo mediante un apposito menu a tendina (Figura 1). Ciò consente di utilizzare un modello di calcolo coerente con la vita utile selezionata e con la relativa ETA del fissaggio scelto, come illustrato nella Figura 1 per i fissaggi post-installati nel calcestruzzo.

Interfaccia di PROFIS Engineering che consente di selezionare la vita utile di progetto (50, 100 o 120 anni) per un progetto di ancoraggio, mostrando il layout 3D degli ancoraggi e la relativa configurazione dei materiali.

Figura 1: Opzioni di selezione della vita utile di progetto estesa nel menu a tendina del modulo "Fissaggio Calcestruzzo" di PROFIS Engineering.

Un'opzione analoga è disponibile nel modulo "Armatura post-installata" per la progettazione di armature post-installate equivalenti alle armature gettate in opera oppure con comportamento migliorato nei confronti della fessurazione per spacco del calcestruzzo (bond-splitting), come illustrato nella Figura 2.

Copilot said:  Schermata di PROFIS Engineering che mostra la selezione di una vita utile di progetto di 120 anni per armature post-installate, con il modello di una soletta in calcestruzzo armato e l'identificazione del sistema di ancoraggio compatibile.

Figura 2: Opzioni di selezione della vita utile di progetto estesa nel menu a tendina del modulo "Armatura post-installata" di PROFIS Engineering.

La responsabilità della progettazione rimane in capo al progettista strutturale. PROFIS Engineering supporta l'applicazione dei dati derivanti dalle ETA all'interno del processo di design.

6. SINTESI

Con l’aumento delle richieste da parte delle autorità pubbliche e dei gestori di infrastrutture di progettare edifici strategici e opere infrastrutturali critiche per vite utili di progetto estese, ingegneri e imprese si trovano ad affrontare nuove sfide nella valutazione e nella gestione degli aspetti legati alla durabilità. Per diverse ragioni, alcuni componenti strutturali e, sempre più frequentemente, anche componenti non strutturali di queste opere richiedono una vita utile di progetto superiore ai tradizionali 50 anni.

Grazie alla valutazione secondo gli European Assessment Documents più aggiornati e alla loro integrazione in PROFIS Engineering, progettisti e imprese possono progettare soluzioni di fissaggio Hilti SPEC2SITE che supportano la realizzazione di fissaggi post-installati acciaio-calcestruzzo e connessioni con armature post-installate mediante ancoranti meccanici e chimici, tenendo conto di vite utili di progetto estese.

Per saperne di più, consultare il nostro Whitepaper, che approfondisce i temi trattati nel presente articolo.

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7. REFERENZE

L. F. Salzman, “A History of Building Materials. By Norman Davey, O.B.E., D.Sc., F.S.A. Phoenix House, London. 1961. 260 pp., 49 plates, 134 illustrations in text. 65s.,” The Antiquaries Journal, vol. 42, no. 1, pp. 111, 1962.

American Concrete Institute, ACI 365.1R-17 - Report on Service Life Prediction. Farmington Hills, MI, USA: ACI, 2017.

European Committee for Standardization, Eurocode - Basis of structural and geotechnical design (EN 1990). Brussels, Belgium: CEN, 2023.

M. Alexander and H. Beushausen, “Durability, service life prediction, and modelling for reinforced concrete structures – review and critique,” Cement and Concrete Research, vol. 122, pp. 17–29, Aug. 2019.

European Committee for Standardization, Eurocode 2 – Design of Concrete Structures – Part 4: Design of fastenings for use in concrete (EN 1992-4). Brussels, Belgium: CEN, 2018.

EOTA, “EAD 330232-02-0601-v01: Mechanical Fasteners for use in Concrete, working life of 120 years.” Brussels: EOTA, 2019.

EOTA, “EAD 330499-02-0601-v02: Bonded fasteners and bonded expansion fasteners for use in concrete.” Brussels: EOTA, 2024.

EOTA, “EAD 330087-02-0601-v01: Variant: Systems for post-installed rebar connections with mortar - 120 years working life.” Brussels: EOTA, 2021.

EOTA, “EAD 332402-00-0601-v02: Post-Installed reinforcing bar (rebar) connections with improved bond-splitting behaviour.” Brussels: EOTA, 2024.